Non volevo crescere, se avessi avuto la lampada di Aladino sotto mano, quando ero piccola, gli avrei chiesto di farmi rimanere bambina per sempre. Gli otto, nove anni sono i migliori: si è ingenui, vagamente tenere, ci si sa divertire con gli amici o anche semplicemente da soli, si gioca, si corre, si cade e ci si sbucciano le ginocchia, ma non si sente il dolore.

I bambini, secondo me, sono fatti di gomma. Mi ricordo tutte le rovinose cadute che facevo quando ero piccola, al massimo mi procuravo un’abrasione che però passava subito, era più importante andare in bicicletta con gli amici, che starsi a lamentare.

Adesso che sono cresciuta – ma, badate bene, mi sento ancora otto, nove anni al massimo – si è rigirata la frittata e mi trovo a essere un lamento continuo. La bolletta che va pagata, la lampadina in bagno da dover cambiare, i panni da lavare e da stirare, cucinare e lavare i piatti, scegliere il ferro da stiro Rowenta nuovo, perché il tuo ti ha abbandonato di punto in bianco.

No, no, io voglio trovare la lampada di Aladino e fargliela ora la mia richiesta. Non ho voglia di andare a lavoro, se ripenso a quando da piccola mi lamentavo dei libri da dover studiare e al fatto che si analizzasse anche la vita dell’uomo primitivo, cosa che mi ha sempre affascinato, mi sento un po’ una stupida. I miei genitori me lo dicevano, vedrai poi quando lavorerai come ti lamenterai di più! E io che neanche gli credevo. Avevano ragione loro, ovviamente, e io mi ritrovo su un sito di elettrodomestici per comprare quel coso che emana vapore e toglie le pieghe dai vestiti.